Per l’Italia, una nuova preoccupazione europea

A marzo ha raggiunto il 22%, attualmente il primo partito a votare per gli italiani. Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia, hanno tenuto il loro incontro programmato a Milano con quattromila partecipanti.

È una superpotenza conservatrice, il cui stemma porta ancora la fiamma fascista che arde, con nostalgia, presso la tomba del dittatore Benito Mussolini. La presidente del partito, Giorgia Meloni, era stata in precedenza ministro della Nuova Generazione nel governo Berlusconi, ma ora vuole guidare tutte le forze conservatrici.

La conclusione è che la sua posizione, secondo molti analisti, continua a destare preoccupazione: critica costantemente l’Unione europea e chiede rigide restrizioni alla presenza degli immigrati. Prima odiava Putin, ma ora sostiene l’Ucraina. Ha chiesto a Draghi “di riguadagnare la sua credibilità, finita nel magazzino, di ripulirlo, e di lavorare per cambiare le priorità del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza”.

Non condannano il fascismo

Meloni e il suo partito informarono la Lega e ovviamente Berlusconi che d’ora in poi avrebbero rivendicato la leadership del fronte conservatore, come gli permetteva il galoppo: la Lega era al 15% delle intenzioni di voto e Forza Italia all’8%.

I Fratelli d’Italia, tuttavia, continuano a non condannare esplicitamente il fascismo e ribadiscono che si tratta semplicemente di un altro periodo della storia. Per non perdere, come sembra, alcune voci dello spazio politico di estrema destra.

E se i Fratelli d’Italia avessero vinto le elezioni?

Il 12 giugno sono previste le elezioni per le elezioni comunali e tra meno di un anno per le elezioni parlamentari. La grande domanda è se questo partito emergerà come la prima forza politica, fino a che punto gli atteggiamenti e le politiche dell’Italia nel suo insieme possono cambiare, all’interno dell’Unione Europea?

Difficile riformare un’ampia coalizione di governo, mentre la fazione rivale, il centrosinistra, è ulteriormente indebolita dall’inarrestabile declino dei Cinque Stelle, nuovo alleato del Partito Democratico progressista.

Domande e domande a cui in questa fase non è facile rispondere. Tuttavia, è chiaro che, dopo la Francia, l’interesse europeo – con tutte le relative preoccupazioni – si rivolge ora all’Italia.

Cesarino Endrizzi

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