Processo contro l’ex primo ministro e due ministri!

Secondo un comunicato ufficiale della presidenza, sono accusati di aver eseguito ordini inutili che costano alla collettività 1,1 miliardi di euro

Gli effetti collaterali politici… dell’acquisto sconsiderato di vaccini contro il coronavirus cominciano a “strangolare” i primi Paesi europei. In Romania, due ex ministri della Sanità sono stati denunciati per ordini non necessari, mentre anche l’ex primo ministro è stato accusato di abuso di potere.

  • Di Vassilis Galupis

Secondo l’annuncio ufficiale della presidenza rumena, il Ministero della Giustizia ha dato il via libera al procedimento penale contro l’ex primo ministro Florin Kitsu, l’ex ministro della Sanità Vlad Voiculescu e il suo successore Ioana Mihaila. La procura anticorruzione ha chiesto al Parlamento di revocare l’immunità ai tre politici perché tra gennaio e maggio 2021 sono state acquistate troppe dosi di vaccino. Secondo la Procura, lo Stato rumeno ha subito una perdita di 1,1 miliardi di euro, IVA esclusa. Il Parlamento ha votato a favore della sua abolizione. Florin Kitsu è stato Primo Ministro della Romania dal dicembre 2020 al 25 novembre 2021. Vlad Voiculescu è stato Ministro da dicembre ad aprile dello stesso anno ed è stato sostituito da Ioana Mihaila, che in precedenza era Vice Ministro della Sanità.

Secondo l’indagine della procura, le 37.500.000 dosi iniziali ricevute all’inizio del 2021 sono state sufficienti per vaccinare circa 21.000.000 di rumeni. I tre politici però continuarono ad acquistare ingiustificatamente altre 52.800.000 rate, violando così la legge sugli appalti pubblici.

“Due delle tre persone sottoposte a procedimento penale, assistite da una terza persona (sb: l’allora primo ministro), avrebbero facilitato e approvato il pagamento per l’acquisto di ulteriori 52.800.000 dosi senza documenti giustificativi o analisi che dimostrassero la necessità di una commissione “, hanno detto i pubblici ministeri. Voiculescu, però, ha subito lanciato la palla al primo ministro nello spazio conteso, sostenendo che “tutte le decisioni rilevanti sono state prese da Kitsu”. Secondo quanto riferito in Romania, tra le forniture “ingiustificate” figurano non solo 25.000.000 di dosi della Pfizer, 10.000.000 di Moderna, ma anche di Astra Zeneca e J&J.

Ci sono sviluppi anche in Polonia, dove la Pfizer ha intentato qualche giorno fa una causa presso un tribunale di Bruxelles perché Varsavia si era rifiutata di ricevere un lotto di 60.000.000 di vaccini.

Nell’aprile 2022, il governo polacco ha annunciato che avrebbe sospeso le consegne di vaccini, a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, invocando una clausola di “forza maggiore” nel contratto con Pfizer. Ma le multinazionali americane, che traggono enormi profitti dalla vendita di vaccini in Europa, non accettano questa giustificazione e ora “perseguono” la Polonia in tribunale.

C’è stata una reazione anche da parte del governo Meloni in Italia. La nuova leadership del Paese non sembra attribuire molta importanza alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus, mentre secondo i rapporti italiani milioni di vaccini restano inutilizzati nei frigoriferi.

{{-PCOUNT-}}12{{-PCOUNT-}}

Ludovico Schiavone

"Analista incredibilmente umile. Giocatore. Organizzatore. Specialista estremo di zombi. Orgoglioso esperto di Twitter. Appassionato introverso."

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *