Papa Francesco parla della vecchiaia e del mito della giovinezza

Papa Francesco, durante l’udienza generale dell’8 giugno 2022 nelle Aule Vaticane, ha evidenziato la “tendenza preoccupante della cultura contemporanea” “cioè quella di considerare la nascita di un bambino come una semplice questione di produzione umana e di riproduzione biologica, coltivando la mito dell’eterna giovinezza come ossessione per la disperazione. – di carne incorruttibile.”

Il Papa ha chiesto: “Perché la vecchiaia – in molti modi – è disprezzata?” e rispose: “L’età è una prova indiscutibile della negazione di questo mito che ci fa tornare nel grembo materno per essere per sempre giovani.

La tecnologia è attratta da questo mito in ogni modo: mentre aspettiamo di vincere la morte, possiamo mantenere in vita i nostri corpi con farmaci e cosmetici che rallentano, nascondono o eliminano l’invecchiamento. Naturalmente, la salute è una cosa e la creazione di miti è un’altra. Tuttavia, non si può negare che confondere i due aspetti ci porta a una certa confusione mentale. Confondere il benessere alimentando il mito della giovinezza. Tanto è stato fatto per riconquistare quella giovinezza: tanti trucchi, tanti interventi chirurgici per sembrare giovani”.

Nella sua libertà, Francis ricorda l’attrice italiana Anna Magnani (1908-1973), nota per il film del 1945 “Roma, città aperta”.

Una volta, quando gli è stato detto che le sue rughe dovevano essere rimosse, ha risposto: “No, non toccarlo! Ci sono voluti anni per ottenerle: non toccarle!”

Il Papa ha commentato questo aneddoto: “Le rughe sono un simbolo di esperienza, un simbolo di vita, un simbolo di maturità, un simbolo di aver viaggiato. Non toccarli per renderli giovani, ma giovani di fronte: ciò che conta è tutta la personalità, ciò che conta è il cuore, e il cuore resta con la giovinezza del buon vino, tanto è buono quanto è vecchio».

Al termine del suo intervento, il papa, 85 anni, ha ricordato lo scopo della vita umana: «Ci avviciniamo all’eternità. Nulla può tornare nel grembo materno, nemmeno un sostituto della loro tecnologia e del loro consumismo. Farlo non dà saggezza, non fornisce una via perfetta, è artificiale. Sarebbe triste anche se fosse possibile. Il vecchio avanzò verso la sua meta, il paradiso di Dio. Quindi la vecchiaia è un momento speciale per liberare il futuro dalle illusioni tecnocratiche della sopravvivenza biologica e robotica”.

Fiore Greco

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