Arresto di Konstantinos Aslanidis in Italia

Dopo la caduta della giunta, il segretario generale dello Sport, Konstantinos Aslanidis, ha lasciato la Grecia e si è rifugiato in Italia per sfuggire alle ondate di persecuzione lanciate contro i funzionari del regime militare.

I rapporti dell’epoca affermavano che inizialmente era fuggito su uno yacht e si era rifugiato in Svizzera, da dove dopo un soggiorno di tre mesi si era trasferito in Italia. La notte del 20 giugno 1975, Aslanidis e i suoi ospiti furono sottoposti a controlli di polizia in una strada della città di Porto Fino, che costrinsero Aslanidis a prepararsi per la partenza.

Il giorno successivo, 21 giugno, è stato arrestato dai carabinieri italiani nella villa in affitto “Santa Margherita” a Porto Fino, sulla Riviera Ligure, mentre stava facendo le valigie per partire. Portava il passaporto diplomatico numero 172 del 28 settembre 1973, che lo indicava come ministro dell’Istruzione. Afrodite Katopi e un altro cittadino greco, Ioannis Anagnostopoulos, furono arrestati con lui, che lo ospitarono. Il 27 giugno le autorità greche hanno presentato alle autorità italiane i documenti per richiederne l’estradizione.

È detenuto nel carcere Marasi di Kiaveri nel genovese e, tramite il suo legale, l’avvocato genovese Renato Pitsimino, chiede asilo politico. La Corte d’Appello di Genova, considerata la sua richiesta di estradizione, ha rinviato l’emanazione della decisione perché Aslanidis ha presentato le attestazioni dei calciatori del Panathinaikos che hanno testimoniato che Aslanidis aveva dato loro contanti per i soldi di cui erano accusati di aver commesso.
Il 3 marzo 1976 la Corte d’Appello di Genova respinse la richiesta delle autorità greche di estradizione di Aslanidis e redasse la proposta del pm Coco, poi assassinato dalle Brigate Rosse comuniste.

Il tribunale ha respinto l’estradizione con l’ulteriore argomentazione che Aslanidis è stato anche accusato di “aver commesso reati politici molto gravi, per i quali rischia di essere condannato alla fine della pena”. Il 20 luglio 1976 la Suprema Corte italiana confermava la decisione della Corte d’Appello di Genova e il giorno successivo, 21 luglio, Aslanidis veniva assolto. Dopo il suo rilascio in Italia, è fuggito in Brasile dove ha vissuto per diversi anni in condizioni di estrema povertà e ha lavorato come commesso viaggiatore.

A PRIMA VISTA…

1813: Il duca di Wellington, capo delle forze britanniche, sconfisse Giuseppe Bonaparte ei francesi nella battaglia di Vitoria e li scacciò dalla penisola iberica. Beethoven ha accolto l’evento scrivendo la composizione “Victory Wellington, op. 91 ».
1913: I greci schiacciarono i bulgari nella battaglia di Kilkis – Lahana, durante la seconda guerra balcanica.
1919: Uno sciopero generale a Winnipeg, in Canada, è stato violentemente represso dalla polizia, uccidendo due scioperanti e ferendone altri quindici (“Damn Saturday”).
1942: Un sottomarino giapponese opera all’interno del territorio degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. È emerso e ha sparato 17 colpi a Fort Stevens, causando lievi danni.
1955: Nasce Michel Platini.
1970: Il Brasile ha battuto l’Italia 4-1 all'”Azteca” di Città del Messico e ha vinto la 9a Coppa del Mondo FIFA.
1976: L’eurocomunista Enrico Berlinguer vince le elezioni in Italia.
1981: L’Olympiacos ha battuto il PAOK 3-1 nella finale di Coppa disputata a New Philadelphia ed è diventata la prima squadra a vincere un titolo di doppio nella storia del calcio professionistico.
1994: Argentina – Grecia 4-0, nell’andata dei greci nella fase finale del Mondiale.
1998: Lothar Matheus ha giocato contro la nazionale tedesca nella quinta Coppa del Mondo!
1999: Due grandi del basket, il croato Drazen Petrovic e il brasiliano Marcelo Pereira, sono entrati nella Hall of Fame.
2016: Messi ha segnato in Argentina – USA 4-0 ed è diventato il primo marcatore nella storia dell’Argentina con 55 gol (Batistuta 54).

Cesarino Endrizzi

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